Il riscaldamento a legna inquina?
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Il riscaldamento a legna inquina? | de/DE

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Alcuni residui della combustione si ritrovano nell'atmosfera sotto forma di polveri sottili. Queste polveri sottili, che noi respiriamo, sono nocive, in particolare per le persone che soffrono di disturbi respiratori.

Lo schema qui a lato illustra l'origine delle polveri sottili sospese nell'aria a Zurigo in una giornata invernale.  Il 20% di queste provengono da impianti di riscaldamento a legna. Ma bisogna condannarli per questo?

C'è riscaldamento a legna e riscaldamento a legna!

Sull'esempio di molte altre tecnologie, il settore dei focolari a legna ha conosciuto in questi ultimi anni un'evoluzione considerevole. Tale evoluzione si traduce con l'ingresso sul mercato di prodotti con prestazioni di gran lunga superiori a quelle dei loro predecessori. Tale fenomeno è particolarmente accentuato per quanto riguarda le polveri, dove osserviamo come un focolare moderno emetta (in laboratorio) da cento a mille volte meno polveri sottili rispetto a modelli più vecchi o caminetti aperti.

Del resto, studi scientifici mostrano come la qualità della combustione modifichi (in senso buono!) la composizione dei fumi: la tossicità di una medesima quantità di polveri emessa da un apparecchio di ultima generazione sarà di gran lunga inferiore a quella di un focolare meno recente.

Partendo da questi dati, ma considerando il fatto che anche un buon focolare è raramente utilizzato in condizioni ottimali, ci sembra ragionevole e abbastanza prudente affermare che un focolare moderno, a normali condizioni d'uso, emetterà almeno dieci volte meno polveri di un vecchio focolare e venti volte meno di un caminetto aperto!

C'è riscaldamento a legna e riscaldamento a legna!

Riduzione delle emissioni di polveri sottili del 90%

Riduzione delle emissioni di polveri sottili del 90%

Uno studio recente mostra che il parco europeo degli impianti di riscaldamento a legna conta circa 16 milioni di caminetti aperti, lo stesso numero di focolari da incasso e poco meno di 26 milioni di stufe.

Considerando che tra i focolari da incasso e le stufe, un terzo del parco è composto da focolari moderni ed efficienti e tenendo conto dei fattori di emissione proposti nel paragrafo precedente, è possibile stimare il contributo dei diversi tipi di impianti alle emissioni prodotte dai focolari a legna.

Bisogna pensare inoltre che i focolari chiusi sono utilizzati in media due volte più regolarmente dei caminetti aperti.

La seconda figura qui a lato mostra la predominanza dei caminetti aperti e dei vecchi focolari nelle emissioni imputabili ai focolari a legna.

In base a questo, è possibile calcolare abbastanza facilmente che se l'insieme dei caminetti aperti e dei vecchi focolari chiusi del parco attuale venisse sostituito con apparecchi efficienti, le emissioni di polveri sottili verrebbero ridotte di quasi il 90%, come illustrato nell'ultima figura qui a lato!

Conclusione

Conclusione

Nell'attuale contesto di austerità economica, di cambiamenti climatici e di crisi energetica, non è arrivato forse il momento di restituire il giusto posto ai focolari a legna e di contribuire al progresso del settore?

La breve analisi realizzata in questo documento dimostra, in effetti, che il potenziale di progresso in materia di emissioni di polveri è enorme, purché siano previste misure proattive al fine di stimolare il consumatore al corretto utilizzo di impianti performanti (permettendo inoltre a più famiglie di beneficiare del piacere di riscaldarsi a legna!).

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